Holylight | Andrea Corradini
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ANDREA CORRADINI

All’età di 14anni comprai la mia prima rivista di tatuaggi, rimasi talmente affascinato da quei lavori che subito mi misi a disegnare, con scarsi risultati, soggetti giapponesi e fantasy. Col passare degli anni la mia passione per il disegno divenne quasi un’ossessione, disegnavo tutte le volte che ne avevo l’occasione, i miei quaderni di matematica alternavano formule algebriche a draghi che uscivano da nuvole tempestose, poi dopo qualche anno decisi che era arrivato il momento di incidere un disegno sul mio corpo, all’epoca nelle mia scuola erano perecchi quelli che volevano diventare tatuatori, così con un mio caro amico decidemmo di farci da cavia a vicenda e il risultato fu un lavoro inguardabile, ma decisi che comunque mi sarei buttato in questa impresa a piedi pari.Fu così che allestì un vero e proprio studio a casa mia, dentro una vecchia roulotte che la mia famiglia non usava più da tempo.
Ricordo con nostalgia le notti passate li dentro in estate con gli amici e  un caldo disumano, passavo il tempo a disegnare, tatuare e ridere.Purtroppo da solo non potevo progredire e così decisi di chiedere ad un tatuatore professionista se mi prendesse come suo apprendista, chiesi in molti studi, da Parma a Bologna, fino giù a Pesaro, ma nessuno aveva bisogno, e soprattutto nessuno voleva insegnare il mestiere. Subii una battuta d’arresto, e nel mentre finii la scuola e trovai da lavorare come progettista in una ditta di arredamenti da parrucchieri, il lavoro era bello, ma mi mancava quella parte pazzoide e creativa che avevo sperimentato dentro alla mia roulotte.All’età di 22 anni mi venne la voglia di farmi tatuare e andai a Reggio Emilia incontrai Giorgio Gazzola che lavorava da “Lauro tattoo” e mi feci fare un demone giapponese disegnato da me, parlando con Giorgio scoprì che cercavano un apprendista tatuatore da inserire nel proprio organico, niente paga, avrei dovuto lavorare praticamente 12-14 ore al giorno, ma era l’occasione di una vita, e così il giorno seguente mi licenziai e cominciai quest’avventura.

Ebbi la possibilità di lavorare con ottimi artisti e tatuatori internazionali del calibro di Mauricio e Stilian Smokow, ho lavorato a San remo con Alex Nardini, al quale sarò eternamente riconoscente per avermi insegnato alcuni trucchi del mestiere.Ho partecipato a diverse convention, nazionale e internazionali, sempre con buoni riscontri con la clientela.Poi sentii la necessità di avere qualcosa di mio, uno studio a cui dare la mia impronta e dove affrontare il lavoro alla mia maniera.Così aprii il mio studio di tattoo: l’Holy Light tattoo shop.Ne vado orgoglioso, sia per i bellissimi lavori che escono, sia per il personale che ho avuto la fortuna di incontrare e con cui sto collaborando da anni ormai.